A CASA / IN CASA

Dove sei?
Sono a casa.
(Non sono al lavoro, non sono al supermercato, non sono in giro… sono presso la mia abitazione)

Dove sei?
Sono in casa.
(Mi trovo all’interno della mia abitazione, sotto il tetto, dentro le mura, non sono in giardino, nel garage, al cancello).

Le due risposte sono entrambe giuste, ma hanno un significato leggermente diverso, danno informazioni diverse.

Le preposizioni sono un mondo affascinante, ma complesso: ciascuna preposizione ha le sue funzioni, ma poi ci sono le eccezioni, ci sono i modi di dire, spesso è difficile capire quale preposizioni usare.
“Casa” ha delle particolarità proprie: “Ti invito questa sera a casa mia”. L’aggettivo possessivo qui è dopo il nome e senza l’articolo.

Espressioni particolari:
– Questi biscotti sono fatti in casa (non sono stati comprati al supermercato, sono stati preparati a casa)
– I miei vicini vivono da separati in casa (vivono nella stessa abitazione, però hanno vite autonome, non si incontrano mai e non hanno particolari relazioni.

– Il mio datore di lavoro non mi ha rinnovato il contratto, mi ha lasciato a casa
– Questa sera non ho voglia di uscire, resto a casa.
Chiara, la differenza?
Ricorda che, se non hai capito, non è mai colpa tua, ma è sempre colpa dell’insegnante!

Se non hai capito, scrivi nei commenti. “Non ho capito” e io cercherò di ripetere con altre parole per rendere il tutto più chiaro!

Buona visione
CIAO!
Roberto.
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Dopo l’aggettivo QUALCHE il nome va sempre al singolare

– Conosco QUALCHE PAROLA in tedesco, ma non lo so parlare.

– QUALCHE ANNO fa sono andato in vacanza in Inghilterra.

– Ci vediamo QUALCHE altra VOLTA.

– Conosco QUALCHE PAROLA in tedesco, ma non lo so parlare.

– QUALCHE ANNO fa sono andato in vacanza in Inghilterra.

“Qualche” è sinonimo di “alcuni, alcune”, ha in sé l’idea del plurale, ma, dopo “qualche”, il nome e l’aggettivo vanno al singolare.

Bisogna fare attenzione, perché è facile sbagliare.

Altre frasi con “qualche”:

– Qualche minuto fa ero ancora a letto.

– Fra qualche mese andrò in vacanza.

– Ho letto qualche LIBRO in italiano.

– Ho iniziato a imparare l’italiano qualche settimana fa.

– Qualche studente non si impegna.

“Qualche” è sinonimo di “alcuni, alcune”, ha in sé l’idea del plurale, ma, dopo “qualche”, il nome e l’aggettivo vanno al singolare.

Bisogna fare attenzione, perché è facile sbagliare.

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“Buon appetito!” (…l’appetito vien mangiando)

“Buon appetito” è l’augurio che rivolgo a una persona, prima che inizia a pranzare o cenare.

Posso dire “buon appetito” per la colazione e la merenda? No, per la colazione e la merenda, i pasti spesso più leggeri e veloci, non posso dire “buon appetito”.

Dico “buon appetito” alle persone che vanno a tavola con me, dico “buon appetito” a chi mi dice: “vado a mangiare”.
La parola appetito si può usare anche in contesti diversi.

Se io non ho fame, anche se non ho mangiato da un po’, e non ho voglia di consumare il pasto, posso dire… “non ho appetito”.

Spesso una persona con un problema di salute non ha appetito, oppure ha poco appetito e, quindi, non mangia o mangia poco.
Se io, al contrario, mangio con appetito, mangio con gusto, con il piacere di mangiare e questo è un segno di salute. Si usa questa espressione, in particolare, quando come il segnale del buono stato di salute dopo un periodo di malattia.
Chiudo con un proverbio: “l’appetito vien mangiando”. Questa espressione può essere usata in moltissimi contesti, soprattutto quando sono non legati al cibo. Cosa vuol dire? Vuol dire che… più si fa una cosa e più viene voglia di continuare a fare quella cosa. All’inizio la voglia di fare quella cosa è poca, ma poi cresce.

Più essere usata anche in modo ironico: “all’inizio non ti piaceva, ma vedo che adesso di piace!”.

– Buon appetito!

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