Scrivere un commento è un gesto di generosità

Ciao! Per questo video ho scelto un’ambientazione molto particolare: un balcone con panorama di montagna alle mie spalle e il suono melodioso dell’acqua di un fiume e di un torrente come sottofondo.

Scrivere un commento è un gesto di generosità: se uno studente scrive un commento – senza paura di sbagliare! https://youtu.be/SoWjrlEeJwE – anche gli altri studenti possono imparare, sia dal commento stesso che dalla mia risposta e dalla mia eventuale correzione.

Ciao da Malegno, Valle Camonica. Nei prossimi giorni scriverò una descrizione completa, per riprendere i temi del video.

Buona visione
CIAO!
Roberto.
Un Italiano Vero – Lezioni di lingua italiana
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Un video sulla parola “VIDEO”

Ho pensato di dedicare un VIDEO alla parola VIDEO, perché qualche studente, nei commenti (grazie a tutti gli studenti che mi scrivono! Grazie! Grazie! Grazie!) qualche volta trovi degli errori proprio nella scrittura di queste cinque lettere. A volte la “I” e la “E” sono invertite: la “E” è scritta al posto della “I” e viceversa, forse per l’interferenza con il presente indicativo del verbo “vedere”:
IO VEDO
TU VEDI
LUI/LEI VEDE
NOI VEDIAMO
VOI VEDETE
LORO VEDONO

Ho approfittato di questo video per presentare tre espressioni comuni legate alla vista:
1) La vedo dura
2) La vedo male
3) L’ho vista brutta
Hai già visto il video? Ti è piaciuto?
A mia figlia, no! Nessuno è profeta in patria! 🙂
CIAO!

Roberto.
Un Italiano Vero – Lezioni di lingua italiana

 

[I FATTI MIEI] 004 – La mia visita all’Acquario di Genova (viaggi inclusi) | Lezioni di lingua italiana

Ciao!
In questo video ti racconto… i fatti miei e ti porto con me nella mia giornata all’Acquario di Genova, viaggio di andata e viaggio di ritorno compresi.
Io e la mia famiglia (sì, in italiano – contrariamente ad altre lingue – “io” si scrive e si pronuncia prima delle altre persone!!!) siamo partiti alle 8.30 di mattina e siamo arrivati verso le 10.40, le undici meno venti. Abbiamo fatto una sosta all’area di servizio.
Lungo la strada abbiamo trovato nebbia per un tratto abbastanza lungo, ma a Genova il tempo era bello.
Siamo scoppiati a ridere quando, poco prima di arrivare a destinazione, mio figlio si è scusato con gli studenti per il singhiozzo. Sai cos’è il singhiozzo? È difficilissimo spiegare cos’è il singhiozzo. Il singhiozzo è un fenomeno che, per un istante, interrompe la respirazione. Al posto di respirare correttamente, dai un colpo nella gola. Il singhiozzo può durare per molti minuti ed è difficile farlo passare, cioè farlo terminare.

La visita all’acquario di Genova è stata fantastica. Per me e per mio figlio è stata la seconda volta, per mia moglie e mia figlia era la prima volta in assoluto. Ci siamo divertiti tantissimo. Per qualche minuto del video ti ho voluto mostrare un po’ di quello che abbiamo visto, senza parlare (al posto della mia voce, sentirai la voce degli altri visitatori… e magari sentirai parole in altre lingue, perché ci sono sempre turisti di tutto il mondo).
Il viaggio di ritorno è stato tranquillo, come quello dell’andata, con il solo fuori programma del navigatore, che ci ha fatto fare un percorso diverso, più lungo e soprattutto più lento, per strade statali al posto dell’autostrada.
Buona visione!
Ciao!
Roberto.

Lo strano caso dell’aggettivo BELLO

L’aggettivo bello, così come l’aggettivo “buono” https://youtu.be/EXgXzvo6Mj0 ha delle regole particolari. Se è usato prima del nome, cambia a seconda del nome e del suo articolo.
Se il nome ha l’articolo IL, l’aggettivo bello, usato prima del nome, diventa BEL.
Se il nome ha l’articolo LO, l’aggettivo bello, usato prima del nome, diventa BELLO.
Se il nome (al plurale) ha l’articolo I, l’aggettivo bello, usato prima del nome, diventa BEI.
Se il nome (al plurale) ha l’articolo GLI, l’aggettivo bello, usato prima del nome, diventa GLI.
Se il nome, maschile, ha l’articolo L’, l’aggettivo bello, usato prima del nome, diventa BELL’ (due “L” e l’apostrofo).
Quando il nome è femminile, non ci sono mai problemi e l’aggettivo “bello” segue le normali regole (BELLA/BELLE).
Le parole femminili che iniziano per vocali hanno l’articolo L’ (come per le parole maschili che iniziano per vocali), ma qui è più comune NON usare la forma BELL’ (due “L” e l’apostrofo). Non è sbagliata, è solo meno usata. Si continua a usare la forma completa dell’aggettivo. Qualche esempio:
– Qui c’è una bella atmosfera
– Ho letto “La bella addormentata nel bosco”
– Sono andato dal parrucchiere e mi ha fatto una bella acconciatura.
Sempre parlando delle parole singolari femminili, l’elisione (l’eliminazione, la cancellazione) dell’ultima parola e utilizzo dell’apostrofo (BELL’) anche al femminile non è sbagliato al cento per cento; soprattutto per qualche nome, è usata anche questa forma, ma sicuramente meno che la prima forma.

Buona visione!
Ciao!
Roberto.

https://youtu.be/dPdmmWloSgc

Niente da fare!

Ciao! Oggi è martedì 2 ottobre. Sono le cinque e mezzo di pomeriggio.
Niente da fare: è tornata l’estate. Ieri faceva freddo, ha piovuto, il cielo era grigio. Oggi c’è il sole, fa caldo, il cielo è azzurro.

E domani? Chissà! Le previsioni del tempo dicono che farà bello (ci sarà bel tempo)!
Ciao!
Roberto.

Cerco di spiegare meglio il significato di “Ho fatto tardi”

Ero in debito di una spiegazione dell’espressione “ho fatto tardi”, che avevo già presentato in questo video https://youtu.be/KSl1VQrjjeE, ma che non era stata chiara per tutti.
Ho fatto tardi… ecco un altro degli infiniti usi del verbo fare! http://bit.ly/2whuBzU
Dopo il verbo “fare”, nell’espressione del titolo al passato prossimo, c’è un avverbio di tempo: TARDI, il contrario di PRESTO.
Se, quando dico, “sono in ritardo”, la domanda più naturale è… “che cosa devi fare?”, “sei in ritardo… per che cosa? Dove devi andare?”, se dico “ho fatto tardi”, tu mi chiederai “che cos’hai fatto?”.
“Ho fatto tardi” non fa riferimento a un appuntamento successivo, indica soltanto che sono stato impegnato in un’attività (di qualsiasi tipo: ho letto un libro, ho parlato con un amico, ho lavorato, ho guardato il panorama dal Castello di Breno!!!) e questa attività ha cambiato i miei programmi della giornata oppure, per fare quell’attività, ho impiegato più tempo rispetto al solito o rispetto a quello che avevo previsto.
Qualche esempio:
– Mi ha chiamato (al telefono) un mio amico e ho fatto tardi per la spesa al supermercato
– Stasera esco con i miei amici, sicuramente farò tardi (tornerò a casa dopo una certa ora, dopo l’orario in cui abitualmente sono abituato ad andare a letto
– Di lunedì, ho tanto lavoro da fare e faccio sempre tardi (esco oltre l’orario normale di lavoro).

Buona visione e, come sempre, resto a disposizione nel caso in cui qualcosa non fosse ancora chiaro!
CIAO!
Roberto.